Il Comune di Magnacavallo (N.1409 abitanti) è situato nella punta meridionale della provincia di Mantova. Situato a pochi chilometri dal fiume Po, si estende per circa 3.000 ettari, nell’estremo lembo sud-orientale della provincia di Mantova,
affonda le sue radici in tempi lontani: già nella seconda metà del 1500 viene citato in atti di matrimonio dei registri della Parrocchia di Poggio Rusco e poi, dall’inizio del 1600, nei libri dei Battesimi della Parrocchia di Magnacavallo stesso.
Soggetto in passato alle esondazioni del fiume Po, oggi è una zona prettamente agricola, conosciuta per la produzione di meloni e zucche e per gli allevamenti di bovini.
CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO
Santi patroni sono raffigurati in una tela di Giorgio Anselmi (1792). Questa parrocchiale era prima un oratorio dedicato a San Ludovico, re di Francia, ma nel 1603 variò il nome nell’attuale. La chiesa è stata molto rimaneggiata, cambiando completamente faccia. Pregevole anche il coro ed i confessionali in legno intagliato del ‘700.
PALAZZO GONZAGHESCO
A 3 km circa dal capoluogo, in località Dosso, sorge il Palazzo che fu una residenza estiva dei Gonzaga; si tratta di una solida costruzione che risale alla fine del Cinquecento. All’interno del palazzo il pregevole Oratorio di Santa Caterina, costruito dai Gesuiti.
CAPITALE MORALE DELL’EMIGRAZIONE MANTOVANA: IL MUSEO DELL’EMIGRATO
Il Museo si presenta come la testimonianza e il racconto, attraverso innumerevoli reperti e pannelli esplicativi, di una storia lunga secoli e non ancora finita, dell’emigrazione mantovana nel mondo.
La Lombardia è stata terra di forte emigrazione. Tra il 1880 ed il 1920 emigrarono ben 2 milioni di lombardi e, da ricerche effettuate, si ipotizza che circa il 20% fossero mantovani. Una presenza, quella virgiliana, concentrata all’inizio soprattutto in Brasile, Argentina e Costarica e, a seguire, in Australia, Venezuela, Stati Uniti e Canada. Si possono ipotizzare fino a 600.000 discendenti di mantovani in tutto il mondo e almeno 500.000 lombardi con cittadinanza italiana e residenti all’estero.
Alla fine degli anni ottanta del novecento molti discendenti di emigrati tornarono nei paesi di origine dei loro avi, alla ricerca dei certificati di nascita necessari a riottenere la cittadinanza italiana.
Dagli stretti rapporti che si vennero a creare scaturirono viaggi di fraternizzazione che culminarono, l’8 settembre 1990, con l’inaugurazione del “Monumento all’Emigrato “, stele in marmo con bronzo opera del Prof. Evandro Carpeggiani.
Dal 1990 ogni anno, a settembre, si organizza una festa per ricordare la posa del monumento, spesso con la presenza di discendenti di emigrati.
Nel corso degli anni era stato raccolto molto materiale, per cui nel 2004 il Comune ha istituito il “Museo dell’Emigrato “che raccoglie atti, documenti, testimonianze, fotografie storiche e celebrative, tavole genealogiche e oggettistica relativa all’emigrazione, oltre ad una sezione dedicata alla storia e tradizione locale.
Dopo la ristrutturazione di un’ala del Palazzo del Comune, è situato negli attuali locali, più adatti a ricevere il numero crescente di visitatori. Questi avvenimenti hanno consacrato Magnacavallo “capitale morale dell’emigrazione mantovana”.
Nell’agosto del 2000 il Comune di Magnacavallo aderisce alla costituzione del ”Consorzio dell’Oltrepò Mantovano”, assieme a varie altre amministrazioni. Nel 2014 inizia il potenziamento dei presidi culturali, per conservare e tutelare la cultura locale. Questa azione sfocia nella costituzione della “Rete dei piccoli musei dell’Oltrepò Mantovano”, a cui il “Museo dell’Emigrato” partecipa attivamente.
INDIRIZZO del Museo
ORARI APERTURA
INGRESSO GRATUITO
Va fissato appuntamento inviando una email a: museo.emigrato@comune.magnacavallo.mn.it.